Mostre Personali 2025 – Vanessa Rusci – Io sono puro Amore

Vanessa Rusci, Artista, fotografa e curatrice
Vanessa Rusci, Artista, fotografa e curatrice
Med Photo Fest 2024
Med Photo Fest 2024

Le mani : Due mani colorate di vernice nera con strisce d’oro a simulare una frattura ricomposta - Vanessa Rusci
Le mani : Due mani colorate di vernice nera con strisce d’oro a simulare una frattura ricomposta – Vanessa Rusci

Il giudizio sui sopravvissuti: Due immagini di corpo rispecchiate che creano nelle zone nere una testa di toro - Vanessa Rusci
Il giudizio sui sopravvissuti: Due immagini di corpo rispecchiate che creano nelle zone nere una testa di toro – Vanessa Rusci

Qui c’era il cuore : Dittico composto da un corpo che sul cuore ha una macchia nera e strisce d’oro a simulare una frattura ricomposta e una immagine di un tatuaggio EX VOTO - Vanessa Rusci
Qui c’era il cuore : Dittico composto da un corpo che sul cuore ha una macchia nera e strisce d’oro a simulare una frattura ricomposta e una immagine di un tatuaggio EX VOTO – Vanessa Rusci

Rossetto Rimpolpante con acido Ialluronico Descrizione; Dittico composto da una immagine di mezzo volto coperto di vernice nera con striscia bianca a simulare una frattura ricomposta che passa sulla bocca e una con un rossetto rosso - Vanessa Rusci
Rossetto Rimpolpante con acido Ialluronico Descrizione; Dittico composto da una immagine di mezzo volto coperto di vernice nera con striscia bianca a simulare una frattura ricomposta che passa sulla bocca e una con un rossetto rosso – Vanessa Rusci

I fiori scampatie: Dittico composto da un corpo che sul cuore ha una macchia nera e strisce d’oro a simulare una frattura ricomposta e una immagine di garofani rosa - Vanessa Rusci
I fiori scampatie: Dittico composto da un corpo che sul cuore ha una macchia nera e strisce d’oro a simulare una frattura ricomposta e una immagine di garofani rosa – Vanessa Rusci

Rughe d’età : Dittico composto da due immagini di mezzo volto coperto di vernice nera con striscia bianca a simulare una frattura ricomposta - Vanessa Rusci
Rughe d’età : Dittico composto da due immagini di mezzo volto coperto di vernice nera con striscia bianca a simulare una frattura ricomposta – Vanessa Rusci

Recovery:corpo sdraiato a terra di donna che abbraccia le proprie ginocchia - Vanessa Rusci
Recovery:corpo sdraiato a terra di donna che abbraccia le proprie ginocchia – Vanessa Rusci

Sopravvissuta: Busto di statua sovrapposta in trasparenza a busto umano entrambi con frattura ricomposta con oro - Vanessa Rusci
Sopravvissuta: Busto di statua sovrapposta in trasparenza a busto umano entrambi con frattura ricomposta con oro – Vanessa Rusci

Testo del catalogo

Vanessa Rusci

Io sono puro Amore

Questo progetto fa parte di un lavoro più ampio: About Your Body, dedicato alle donne e al loro mondo. Io sono puro amore racconta le donne sopravvissute ai femminicidi. Non parla del gesto, ma di ciò che resta. Del dopo. Della ricostruzione. Per anni ho lavorato sul tema della violenza: sulla prevenzione e sulle tracce che lascia. Temi di cui si parla ancora troppo poco. A Ginevra, con l’associazione Quartiere de la Jonction e con il Comites, ho realizzato anche una performance in strada, incontrando 250 donne. Abbiamo parlato. Ho consegnato loro le mie fotografie. Ci siamo incontrate, riconosciute. Chi è una sopravvissuta? Quanti giudizi, quanta vergogna le vengono addosso? Come si torna a fidarsi, a costruire relazioni? Come si ricuce un corpo, una mente, una voce? Se una donna riesce a guarire, diventa preziosa. Ma la guarigione è un percorso lento, non garantito. Mancano strutture. Mancano competenze. Manca, spesso, una nuova cultura del sé. Serve tempo. Serve silenzio. Serve cura. Poi, a un certo punto, si può tornare a esporsi. A raccontare. A mostrare le proprie cicatrici, anche quando il mondo giudica. Anche quando vorrebbe vedere tutto ricomposto, pulito, “superato”. Le immagini sono sintesi dei tanti momenti che si vivono nella guarigione, nella ricostruzione. A volte, portano accanto dei simboli, la maschera bianca che nel teatro cinese significa silenzio. A volte citano archetipi, come Minosse che nella Divina Commedia, giudica le anime. Qui è il giudice interiore ed esterno: entrambi feriscono. La società del paese dei balocchi spalanca la bocca davanti agli spettacoli di Mangiafuoco ma poi vuole un rossetto rimpolpante e un cocktail per dimenticare. Il cuore di una traumatizzata viene tolto, e non è detto che torni al suo posto o a battere per qualcuno. Le mani – tagliate, ferite, spezzate – tornano a muoversi. Tornano a curare, a creare, ad aiutare, a volte. La bocca – zittita, bloccata, picchiata – ricomincia a parlare. Racconta. I seni – salvati solo per l’allattamento e per il sesso – tornano a essere una proprietà privata della donna. La testa – plagiata, manipolata, piegata – ricomincia a pensare. A progettare. A credere. Attorno: simboli. Specchi che non riflettono. Maschere. Oggetti senza funzione. Una società schizofrenica, che vede ma non guarda, ascolta ma non sente. Che ha fretta di “aggiustare”, etichettare, chiudere tutto in un cassetto. Che confonde guarigione con rimozione. Chi sopravvive ha davanti due strade. Guarire davvero o continuare a morire lentamente, ogni giorno un po’. Proviamo a guarirci.

Testo critico

Io sono puro Amore è un’opera che affonda lo sguardo nel trauma non come evento, ma come spazio da abitare, trasformare, denunciare. Vanessa Rusci sovverte il linguaggio iconografico religioso, erotico, sociale. Lo espone. Lo sporca. Lo rende corpo. Il corpo, infatti, è presente ma frantumato: seni attraversati da oro, bocche cucite e poi riaperte, maschere che non coprono più, ma testimoniano. Gli ex voto si staccano dal contesto devozionale per diventare segni di sopravvivenza. Ogni immagine si muove tra cura e violenza, tra documento e atto poetico. Non c’è vittimismo, non c’è estetizzazione del dolore. C’è una scelta: esporsi, rimanere. Sopravvivere non è tornare come prima, ma restare rotta, visibile e viva. La serie non cerca la pacificazione: cerca uno spazio. Uno spazio per chi ha subito, per chi ha paura, per chi ha ricominciato. Uno spazio dove dire, finalmente: “Io sono diamante. E sono puro amore.”

Lina Zegratia Felici



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