Storie di Donne, al Med Photo Fest 2025, Un viaggio che racconta la forza e la complessità delle Donne di Oggi e di Ieri

Articolo tratto da “La Sicilia” – 06.11.2025 a cura di Pina Mazzaglia

Jean-Pierre Chonavel 9-Les Danseuses , Catania 2020
Jean-Pierre Chonavel 9-Les Danseuses , Catania 2020

Un omaggio alla complessità, alla forza e alla diversità dell’identità femminile, esplorata attraverso l’obiettivo di fotografi da tutto il mondo.
Sono le “Storie di Donne”, il tema della XVII edizione del Med Photo Fest, festival diffuso al via da domani,
3 ottobre e fino al 28 dicembre fra Catania, Caltagirone e Vizzini.

Storie di Donne, al Med Photo Fest 2025, Un viaggio che racconta la forza e la complessità delle Donne di Oggi e di Ieri - La Sicilia - 06.11.2025
Storie di Donne, al Med Photo Fest 2025, Un viaggio che racconta la forza e la complessità delle Donne di Oggi e di Ieri – La Sicilia – 06.11.2025

La creazione di un’opera fotografica non è mai un semplice atto tecnico: è un processo complesso in cui la mente dell’artista dialoga con la luce, il tempo e lo spazio.

Storie di donne è il tema della diciassettesima edizione del MED PHOTO FEST 2025, il festival della fotografia d’autore, quest’anno dedicato alle donne e declinato da più punti di vista: filosofico, psicologico, politico, sociologico, che mette sotto i riflettori le foto dell’Archivio Fotografico Mediterraneum, in attesa che l’intera collezione diventi nucleo fondativo di un futuro museo dedicato all’arte fotografica contemporanea.

La diciassettesima edizione racconta e raccoglie testimonianze di donne di età, origine e percorsi diversi, unite dal desiderio di esprimere la propria natura: un invito a fermarsi, ascoltare e riconoscere la forza invisibile che muove il quotidiano.

Ogni immagine porta con sé lo sguardo unico di un autore diverso, di diverse prospettive, sensibilità ed esperienze che si intrecciano in un mosaico visivo per raccontare il mondo delle donne attraverso molteplici occhi.

Tra gli autori presenti Premio Mediterraneum 2025 alla fotografa brasiliana Delfina Rocha, con la mostra personale Matrilineare che, partendo dall’album di famiglia, raccoglie “i frammenti di un passato che ancora pulsa”, come la stessa autrice sottolinea. La sua fotografia non è solo documentazione: è riflessione, empatia e osservazione attenta, capace di trasformare gesti apparentemente ordinari in segni di resilienza e forza. Un prologo del sentirsi donna come immagine propria dell’identità di genere, ricordandoci che, la forza femminile anche quando è messa a tacere, ha sempre trovato spiragli di resistenza per sopravvivere e prosperare. Ogni immagine della Rocha diventa così un invito a guardare con occhi nuovi, a riconoscere il coraggio nascosto nelle pieghe della vita, dell’isolamento e a celebrare la vitalità silenziosa della femminilità.

Delfina Rocha
Delfina Rocha
Delfina Rocha – Dez Noventa (2021) – Photo 14
Delfina Rocha – Dez Noventa (2021) – Photo 14
Med Photo Fest 2025 - XVII edizione internazionale -
Med Photo Fest 2025 – XVII edizione internazionale – Copertina di Delfina Rocha del Premio Mediterraneum 2025
Delfina Rocha - Matrilineare - 021
Delfina Rocha – Matrilineare – 021
Delfina Rocha - Matrilineare - 011
Delfina Rocha – Matrilineare – 011

Spicca tra i diversi autori Jean Pierre Chonavel, Premio Mediterraneum Collection 2025, con la mostra personale Vies de Femmes, e il suo attento sguardo, a 360 gradi, sulla fotografia di strada. Ogni fotografia nasce da un incontro, da un momento di presenza condivisa tra chi guarda e chi si lascia guardare. Non ci sono pose studiate, né scenografie costruite: solo momenti che appartengono alla vita di tutti i giorni, colti nella loro autenticità più profonda. “Il fotografo di strada è simile a un demiurgo silenzioso – scrive Giuseppe Cicozzetti nel catalogo della mostra – il suo potere sulle cose, sulla gente dura soltanto una frazione di secondo, giusto il tempo dello scatto. Poi ogni cosa fluisce via, la vita riprende il suo corso …”. Con la semplicità intuitiva della ripresa fotografica, nella normalità assoluta che un’immagine può regalare alla complessità di un’arte, gli scatti di Chonavel invitano a riscoprire la forza silenziosa che si cela in uno sguardo. Ogni fotogramma nasce dall’intreccio tra osservazione, memoria e sensibilità emotiva, trasformando l’esperienza visiva in un racconto unico e personale. L’autore sceglie di osservare senza giudicare, di ascoltare senza parlare. In questo modo, tutto diventa racconto sospeso, frammenti di tempo in cui l’ambiente si rivela identità.

I Maestri dell’Archivio Fotografico Mediterraneum, provenienti da tutto il mondo, sono 560, con oltre ben 1500 fotografie catalogate, in permanenza presso lo stesso Archivio. Il MED PHOTO FEST, ideato e organizzato da Vittorio Graziano, è promosso dall’Associazione Culturale Aps Mediterraneum; anche quest’anno farà tappa in diversi luoghi della provincia etnea, concentrando il suo impegno sociale e culturale che intreccia fotografia contemporanea e testimonianza, arte e impegno civile. Le numerose immagini in mostra — scatti intensi a colori o in bianco e nero, che catturano frammenti di quotidianità femminile — compongono un grande mosaico di esperienze: donne che hanno attraversato la malattia, la migrazione, la solitudine, ma anche la rinascita, la resilienza e la libertà.

Si segnala il catalogo, che raccoglie gli scatti protagonisti della mostra, affiancati da testi critici firmati da studiosi ed esperti.



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