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MedPhotoFest, Page 2

MedPhotoFest

Georges Dumas - @Sedika

Georges Dumas (France) – Archivio Fotografico Mediterraneum Collection

Georges Dumas è nato a Chartres nel 1975.
È autodidatta. Fu nella fotografia che fece il suo primo debutto artistico, equipaggiato con una economica reflex a pellicola e un ingranditore installato in una stanza dove non era mai possibile raggiungere l’oscurità totale. Di questo periodo conserva il gusto di superare i vincoli tecnici affermando uno stile personale.

Ljdia Musso – Archivio Fotografico Mediterraneum Collection

Ljdia Musso è un’artista che arricchisce la Mediterraneum Collection con opere significative come “La Danza”, “Il Volto del Fuoco”, e “Il Volo della Fenice”. Il suo lavoro affronta tematiche di identità femminile e trasformazione attraverso la fotografia, con mostre personali previste nel 2024 e 2025.

Ram(on) Giner Fotografo e scrittore

Ram(on) Giner (España) – Archivio Fotografico Mediterraneum Collection

Ramon Giner i Filella (è questo il suo nome completo) è fotografo e scrittore.
Nato nel 1955 a Tarragona, in Catalogna, a dodici anni si era già appassionato al mondo
della fotografia. Poco dopo, all’età di sedici anni, inizia la sua attività lavorativa in un
istituto finanziario, sempre nel campo della tecnologia, fino a quando nel 2011 decide di
abbandonare l’azienda.

Adelaide Di Nunzio

Adelaide Di Nunzio – Archivio Fotografico Mediterraneum Collection

Adelaide Di Nunzio (nata a Napoli, 1978) è una fotografa italiana che vive e lavora tra
Colonia e Napoli.
Dopo aver studiato all’Accademia di Belle Arti di Napoli e alla scuola di fotografia Richard Bauer di Milano, Di Nunzio ha sviluppato un approccio fotografico di stampo antropologico e sociale.

Anna Maria Coloce

Anna Maria Colace – Archivio Fotografico Mediterraneum Collection

La luce, si è detto, suggerisce visioni. Proprio queste visioni, proposte in forma d’abbozzo, è il territorio esplorato da Anna Maria Colace.

Ogni immagine di Visioni Oceaniche ha in sé l’embrione d’un senso che altro non attende che essere rivelato, e che colpisce l’immaginazione dell’osservatore il quale presto comprenderà come i soggetti, benché immersi nello spazio naturale, cerchino di definire un rapporto con se stessi

Elena Ghini

Elena Ghini – Archivio Fotografico Mediterraneum Collection

Questo racconto fotografico porta il titolo “Non ho paura del buio”.
Il processo dell’autoritratto è nato perché, ad un certo punto mi sono fermata e ho capito che qualcosa si era rotto dentro di me e da quella fessura ho sentito l’esigenza di investigare, capire e rimettermi in discussione, colmare le crepe con la luce come un vaso kintsugi.

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