“…. Oggetti, persone, elementi naturali emergono da queste immagini come presenze che chiedono di essere ascoltate più che descritte. Peregrinazioni è dunque il movimento che tiene insieme tutto questo: un’indagine in continuo divenire su ciò che muta e torna alla superficie. È uno sguardo che non cerca di spiegare, ma di lasciar affiorare. Nel mio lavoro credo fermamente che l’immagine sia una soglia, un varco dove ciò che vediamo lascia emergere ciò che non ha voce, ma solo intensità.
Non cerco fotografie che descrivono.
Cerco immagini che aprono e che ascoltano.
Immagini in cui qualcosa si rivela, resta sospeso, resta.”