MedPhotoFest 2022

MedPhotoFest 2022

14 OT TOBRE | 18 DICEMBRE 2022
CATANIA | CALTAGIRONE | TAORMINA | CASTELMOLA


A VIDA É ARTE DO ENCONTRO

Samba da Bênção, Vinicius de Moraes
Lugares da Memória | Luoghi della Memoria
Pessoas e Humanidade | Gente e Umanità
Histórias do Território | Racconti del Territorio
Paisagens Urbanas | Paesaggi Urbani

Organizzazione

Direzione Artistica

Vittorio Graziano


Rapporti Istituzionali

Attilio Bruno, Vittorio Graziano, Lucia La Ferlita, Salvatore Lo Giudice


Curatela mostre

Francine Goudel, Vittorio Graziano, Madame Pagu, José Luiz Pedro, Sinara Sandri, Ulla Von Czékus


Scritti

Márcia Charnizon, Giuseppe Cicozzetti, Uiler Costa Santos, Fabiola Di Maggio, Francine Goudel, Vittorio Graziano, Enzo Gabriele Leanza, Sonia Loren, Fabiola Notari, Mica Novaes, Madame Pagu, Carmela Palumbo, Pippo Pappalardo, José Luiz Pedro, Erick Peres, Corinne Pontillo, Delfina Rocha, Sinara Sandri, Juliana Sícoli, Ricardo Teles,
Viviana Triscari, Ulla Von Czékus.


Coordinamento mostre e eventi

Anna Abramo, Rosanna Di Mauro, Fabiola Notari, Valentina Noto, Madame Pagu, Fabio Raimondi, Maria Rizzarelli, Maurizio Spina, Mario Luca Testa, Rosario Vicino


Organizzazione e allestimento mostre

Federica Alba Di Raimondo, Lucia La Ferlita, Michele Savatteri, Rosario Vicino


Comunicazione e Ufficio Stampa

Pina Mazzaglia


Web

Nino + Vinícius Branco, Maurizio Dell’Aria


Social

Ljdia Musso, Madame Pagu


Video e fotografia

Bruna Caniglia, Rosario Vicino


Grafica e impaginazione

Antonio Dell’Erba


Stampa

Dell’Erba Srl


Intro Pappalardo

Pippo Pappalardo

Vittorio Graziano, direttore artistico e organizzatore del Med Photo Fest, ha vissuto e lavorato in Brasile. L’esperienza di soggiorno e di lavoro trascorsa in questo immenso paese, a lungo e in più tempi, gli ha permesso di conoscere la realtà culturale di questa nazione e, quindi, di accostarne i caratteri e le precipuità avvicinandone suoi aspetti più particolari. Infatti, oltre la letteratura, l’architettura, la musica e la danza, seguendo la personale passione fotografica, è entrato in cordiale confidenza con la realtà fotoamatoriale e professionale di questo universo e coglierne così, attraverso questo privilegiato canale, risultati singolari, frutto di ricerche e proposte linguistiche assolutamente originali, talvolta assai diverse da quelle maturate nella sua formazione europea. Muovendo da questa privilegiata circostanza oggi ci propone una rassegna tutta declinata in “brasiliano”.

Si sappia, innanzitutto, che tra i tanti padri della fotografia che leggiamo nei libri di storia, uno di questi, Hercules Florence, maturò, proprio in Brasile, a San Paolo, nel 1833, un procedimento fotografico che non prevedeva l’uso della fotocamera; e ancora, che già nel 1840, l’abate Compte realizzava dagherrotipi riprendo l’ambiente brasiliano e diffondendo la nuova invenzione. Lo stesso re Pedro II si dilettava di fotografia e divenne mecenate di Marc Ferrez, il più importante fotografo a cavallo tra i due secoli istituendo Centri per la raccolta delle immagini e per la loro conservazione.

Parallelamente, con l’affermarsi della letteratura brasiliana (almeno quella che abbiamo imparato a conoscere attraverso Guimarães Rosa, Graciliano Ramos, Jorge Amado, Vinicius de Moraes, Tom Jobim, Chico Buarque de Hollanda), la fotografia brasiliana, pur formandosi attingendo ai grandi esempi del Nord America e alla ricerca dell’Europa, si rivolge su se stessa, alla ricerca di un approfondimento tematico che privilegi sempre meno il vecchio retaggio coloniale e affermi sempre più i valori profondi della nazione indigena. I temi trattati guardano, infatti, alla dimensione del viaggio, ai racconti del “cantador”, al mito del “cangaceiro”, alla letteratura del “cordel” senza mai perdere il contatto con quelle novità d’arte visiva rappresentate dalla nascente cinematografia brasiliana (Cinema
Novo, Rocha e C.).

Anche per i nostri fotografi, che hanno accolto l’invito del Med Photo Fest, vale una ricorrente espressione di questa avanguardia culturale: “uma câmera na mão e uma ideia na cabeça”. E le loro immagini sono l’esplicitazione dei tanti assunti dei loro colleghi brasiliani che hanno raggiunto notorietà planetaria. Guardate, ad esempio il “Maré de agosto” di Mateus Morbeck e confrontatelo con ”Genesi” del sommo Salgado: vi accorgerete come il nostro autore radicalizzi la visione di Salgado e imbocchi, per lui e per noi, una prospettiva decisamente più materiale eppur più magica e inquietante, laddove non concede nulla alla documentazione ma tutto riserva all’allarme, alla denuncia, al disagio che vive il pianeta e l’occhio dell’uomo conseguentemente.

Gli autori selezionati per questa rassegna hanno il pregio comune di fornire immagini che non rimandano, non alludono, “non chiedono al vento”, ma interloquiscono con il loro spettatore perché giustificate nella loro ideazione e rappresentazione. Lontane da ogni esotismo, conservano per noi il profumo tutto musicale di piccoli frammenti armonici dove i volumi sono bassi, i contrasti morbidi, i suggerimenti evidenti, gli inviti espliciti. Considerando un altro esempio, “Transbrasileiras” di Ricardo Teles è la trasposizione di un moderna “on the road” del buon Kerouac e di tutta la sua generazione e proprio quando ci documenta la difficoltà ci spinge verso una visone felliniana, circense, picaresca. Non intendo alludere al pensiero che supporta la bossa nova ma andargli vicino affinché possiate prepararvi all’incontro con con una proposta immaginifica nata lontano dal National Geographic ma vicina alle luci del Sertão come alle ombre della saudade.

Pippo Pappalardo


ASSOCIAZIONE CULTURALE MEDITERRANEUM 95124 CATANIA (ITALY) VIA SAN VITO, 13 – C.F. 93196730878 phone: +39 095 2180534 / +39 335 8411319
Direttore artistico: Vittorio Graziano [email protected]
Ufficio Stampa: Pina Mazzaglia [email protected]
pina.[email protected] / phone: +39 331 6160 013


Approfondimenti


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