Intervista a Vittorio Graziano. Tempo e sguardo nella costruzione dell’immagine e dei suoi orizzonti contestuali
Presto un nuovo ospite di rilievo sulle pagine del blog L’ArteCheMiPiace: Intervista a Vittorio Graziano – Giuseppina Irene Gro
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Le Fotografie dei Maestri e degli Autori presenti all’interno dell’Archivio fotografico “Mediterraneum Collection”, nel periodo ottobre/dicembre 2024, a Catania, Caltagirone, Noto e altre località della Sicilia orientale.
Nasco pittrice, tra tele e pigmenti che sono stati i primi custodi delle mie visioni interiori. Con il tempo, il mio sguardo ha cercato nuove superfici su cui posarsi, e così ho esplorato l’arte digitale, attratta dalla sua capacità di dissolvere i confini tra materia e immaginazione.
Le Fotografie dei Maestri e degli Autori presenti all’interno dell’Archivio fotografico “Mediterraneum Collection”, nel periodo ottobre/dicembre 2024, a Catania, Caltagirone, Noto e altre località della Sicilia orientale.
“…. Oggetti, persone, elementi naturali emergono da queste immagini come presenze che chiedono di essere ascoltate più che descritte. Peregrinazioni è dunque il movimento che tiene insieme tutto questo: un’indagine in continuo divenire su ciò che muta e torna alla superficie. È uno sguardo che non cerca di spiegare, ma di lasciar affiorare. Nel mio lavoro credo fermamente che l’immagine sia una soglia, un varco dove ciò che vediamo lascia emergere ciò che non ha voce, ma solo intensità.
Non cerco fotografie che descrivono.
Cerco immagini che aprono e che ascoltano.
Immagini in cui qualcosa si rivela, resta sospeso, resta.”
MATRILINEARE
Nel nostro DNA portiamo tracce di tempi distanti, frammenti di un passato che ancora pulsa. Siamo corpi attraversati da altri corpi, fili di un antico codice che intreccia ciò che siamo stati con ciò che siamo.
A partire da fotografie di parenti raccolte in album di famiglia, con il supporto dell’Intelligenza Artificiale, ricostruisco i volti delle mie antenate, rese invisibili e cancellate da una storia raccontata da uomini e per uomini. Unendo interventi manuali e risorse digitali, pongo queste donne in paesaggi reali, creando uno spazio dove realtà e immaginazione si intrecciano in eco di un passato reinventato.
Nel corso della propria vita Carlos Freire, brasiliano oramai residente in Francia, ha
immortalato con discrezione, acutezza, raffinato senso estetico e soprattutto spiritualità
dell’anima, i momenti di un viaggio, di uno stato d’animo e di un percorso esistenziale che
pochi uomini con la macchina fotografica hanno avuto il coraggio, la fortuna e soprattutto
l’entusiasmo di sublimare.
Eventi e Mostre Collettive 2024: Programma Generale degli Eventi