Carlotta Baldazzi – Artist

Indice
- Portfolio
- Mostre e Partecipazioni
- Collezioni permanenti
- Reference gallery on Instagram
- Materiali
- Photo Med Fest 2023: il Critico Fotografico Pippo Pappalardo parla di Carlotta Baldazzi
- Recensione Erika Zmitrovitch 2025
- Recenzione di Gianni Mazzesi 2023
- Recensione Stefania Staffieri 2023
- Recensione L’espressione visionaria del linguaggio visivo. 2025
- Recenzione Manuela Antonucci 2024
- Recensione Angelo Moretti
- Giornata Internazionale della Donna 2024
- Intervista Ilaria Pisciottani 2025
- L’Arte è cosa mentale! – Giuseppe Cicozzetti
- MedPhotofest – Mostre Personali
- Contatti
Portfolio
Carlotta Baldazzi “Figlia d’arte” padre pittore e madre artista e proprietaria negli anni 70 di uno dei primi templi milanesi del vintage “Il Baule”, ritrovo di artisti e attori, dove si organizzano mostre di quadri ed eventi con grandi esponenti dell’arte all’avanguardia come Guido Crepax, Maria Mulas e altri.
Philippe Daverio, assessore alla cultura di Milano, aveva denominato il Baule Galleria metropolitana.
Fin da piccola, Carlotta, vive tra colori e vernissage disegnando e sperimentando tecniche fantasiose. Partecipando, attivamente, all’ allestimento delle mostre e in seguito, iniziando ad esporre qualche sua opera.
Carlotta frequenta la scuola d’arte pittura e scultura. Poi in seguito la scuola di Design, dove si specializza in designer di oggetti, abbigliamento, arredo d’ interni, disegno su tessuto e altro.
Nel 2004, sfida la sorte e con soli 100 capi originali debutta in un quartiere trendy di Milano, con il suo marchio Dragoncella, abiti unici come opere d’arte, il successo è immediato e compare su molte riviste di moda Muse magazine, Maglieria italiana, Milano Straordinaria e altre.
Nel 2012 conclude la sua esperienza con la moda, convertendo in quadri i suoi figurini ironici e stilizzati, esponendoli in una personale al Spazio Tadini casa Museo, con un stupefacente risultato.
Dal 2014 si evolve ancora e si dedica alla scoperta di nuove forme d’arte, come la scultura astratta tridimensionale, fotografia, collage e pittura digitale.
Carlotta Baldazzi è un’artista italiana, le sue opere sono presenti nel mondo in collezioni private, galleria e collezioni permanenti.
Carlotta ha uno spiccato talento artistico, possiede uno stile unico che spazia dalla fotografia alla pittura digitale evolvendosi incessantemente. Nelle sue opere si percepisce la sua personalità borderline, immagini molto cruenti e altre di una dolcezza e autoironia infinita. Molte recensioni di critici d’arte hanno giudicato la sua arte “coraggiosa” che va oltre gli schemi che definisco la società. Carlotta è un’artista inesauribile per creatività ed eclettica. Le sue opere sono ipnotizzanti e catturano l’attenzione del pubblico.
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Mostre e Partecipazioni
Carlotta ha partecipato a vari eventi nazionale e internazionali:
- 2026 – Palazzo del Nazareno – mail aet “Guerra e migranti 2026” – a cura di Rossana Cosci e Padre Ugo Barani
- 2026- Gallery ML Show Lab – Icon Pop – Roma
- 2025 – La rana rossa gallery “infinitamente mutabile”- a cura di Ersilia Sarrecchia – Modena
- 2025 – Museo dinamico del laterizio e della terracotta – Personale “inquietamente” – a cura di angelo moretti
- 2025 – Volterra art week invitata come Special guest – Palazzo Minucci – Solaini Pinacoteca di Volterra – a cura di Promnt dsgn
- 2025 – La rana rossa gallery – collettiva – a cura di Ersilia Sarrecchia
- 2024 – ARTE Studio 24 / Arte per Studi – Personale – a cura di Carlo Alberto Arzela’- testo critico Manuela Antonucci
- 2024 – Mai Social Maison – Personale – a cura di Carlo Alberto Arzela’ Organizzazione Michele di Gregorio
- 2023 – Vissuti preziosi – Medphotofest– Personale- a cura di Vittorio Graziano testo critico Giuseppe Pappalardo, II T.C. Giuseppe Cicozetti – Pentagramma Vizzini – Catania
- 2023 – Dulcis: timori e tremori- Personale – a cura di Gianni Mazzesi – testo critico Gianni Mazzesi -CRAC centro in Romagna d’arte contemporanea– DART Villa Verlicchi – Ravenna
- 2023 – Le fil Rouge – the best whitin – collettiva -a cura di Viviana Cazzato – Palazzo Risolo Specchia (lecce)
- 2023- Settimane delle culture – evento – Palermo
- 2023- L’arca degli esposti – collettiva – a cura Eliana Urbano Desprini -Palermo
- 2023 – INVENTARIUM – Reial Cercle Artistic a cura di Eliana Urbano Desprini e Ivan Cenzi – Barcellona
- 2022 – Dreams – Atelier arte a Dortmund– collettiva – a cura di Vito Centonze – Germania
- 2022 – selezionata per la collezione permanente “Mediterranium Collection” del Med Photo Fest
- 2022 – Luka art gallery exhibition until – collettiva – Portogallo
- 2021 – Between spaces art gallery- collettiva – a cura di Sha Ovidedor
- 2021 – Selezionata per il dizionario illustrato multimediale della gnosi fantastica – l’arca degli esposti.
- 2021 – un(d)ici – collettiva -a cura di Elena Privitera– Docks Dora – Torino
- 2020 – progetto “Corixart Lacci” a cura di Cristina Fusi Montisci e Paride Rosa
- 2019– En Plein Air e Mupi (Pinerolo sistema musei)- a cura di Elena Privitera – MUSEP
- 2018 – “Le Trottoir” – Personale- a cura da Michelle Vasseur e Fedinando Bertin
- 2017 – Rome Art Week – Roma
- 2016 selezionata da Artsper come miglior artista
- 2016 Studio Bazzini associazione Sator – collettiva – a cura di Alessandra Bisi e Lucio Forte – Milano
- 2015- Casa museo spazio Tadini – Personale – a cura di Melina Scalise e Francesco Tadini – Milano
- 2012 – Fondazione Manfredi e Croff e C. – Personale – a cura di Tiziana Groff – Milano
- 2012 – Progetto Maionese – collettiva a cura di Elena Privitera – Pinerolo
- 2012 – Artissima – esposizione sedie d’artista – Torino
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Collezioni permanenti
- ArteSuite (Holland),
- Space Tadini house Museum (Milan),
- Groff & C. (Milan),
- Galleria Boudleire,
- Anneke Pijnappel (Belgio)
- mediterraneum-collection


mediterraneum – Associazione Culturale APS
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Reference gallery on Instagram
@uglyaun17 ,
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UGLY AUNT (Carlotta Baldazzi) su Instagram
Instagram https://www.instagram.com/carlottabaldazzi17/?igshid=MzRlODBiNWFlZA%3D%3D
https://www.a-forart.com/internetowa-galeria-sztuki-c-12.html/p22=60
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Materiali
Carlotta Baldazzi fonde acrilico, tempera ad olio e inchiostro su tela, con una passione per la pittura digitale radicata fin dall’infanzia. Con un approccio contemporaneo, intriso di simbolismo e surrealismo, le sue opere sfidano i confini tra magia e realtà. Le emozioni che trapelano dai suoi lavori parlano di un’esplorazione intrepida della libertà.
Il procedimento delle mie immagini è complesso, la lavorazione richiede tempo passione e creatività. Le foto sono originali, gli scatti fotografici vengono elaborati e assemblati al computer. Collage interamente dipinti con la pittura digitale che li rende di uno stile unico.
A volte su richiesta le tele stampate le faccio diventare pezzi unici con accorgimenti in acrilico, china e vernice trasparente.
L’immagine conclusa viene fatta stampare su Giclée di alta qualità Hahnemühle fine art convas 350 gsm cotone 100% certificata museo.
Le edizioni sono limitate massimo 1/10
E stampa pezzo unico con accorgimenti: tempera pantone china vernice trasparente
Misure:
- 30×45
- 40x60x03
- 50×70
C’e’ la possibilita’ di avere misure piu grandi o piu’ piccolo
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Photo Med Fest 2023: il Critico Fotografico Pippo Pappalardo parla di Carlotta Baldazzi
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Recensione Erika Zmitrovitch 2025
In occasione della giornata internazionale della donna, vogliamo riconoscere i successi delle donne , superando le dovisioni di natura nazionale, etnica, culturale, economica o politica. La nostra missione e’ celebrare i visionari che, attraverso l’arte, danno vita a questi movimenti sociali, utilizzando l’arte come forza di cambiamento.
Carlotta Baldazzi e’ un’artista che sfida le norme sociali, amplifica le voci emarginate stimola conversazioni critiche sull’identita’ la condizione femminile e le questioni di genere.
Dalle installazioni immersive alle opere dinamiche a tecnica mista, l’arte di Baldazzi e’ una testimonianza del potere trasformativo della narrazione. Con uno stile in costante evoluzione che spazia dalla fotografia alla pittura digitale, il lavoro do Baldazzi si contraddistingue per uno stile unico e provocatorio che esplora temi complessi e spesso controversi. l suo lavoro non e’ confinato alle pareti delle gallerie, ma si espande negli spazi pubblici, dialogando con il mondo circostante, superando i confini e ispirando i’introspezione e l’azione.
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Recenzione di Gianni Mazzesi 2023
Carlotta Baldazzi ci rende consci di come una donna possa fare ironia nera sul proprio corpo e di come la lucida follia possa coesistere con quella iper-razionale che vede fantasmi, morte e sesso nella stessa serie d’immagini.
Sono fotografie e video art piene di colori digitali, dolci e dal persistente odore di polvere da sparo, che ci colpiscono osservandole senza pudore, un esempio di come dovremmo accostarci tutta l’arte antica e moderna, senza pudore appunto.
Che siano Super woman e donne obese che non rinunciano al porn food, donne che amano la natura e la magia, contorsioniste della vita, la Baldazzi annuncia davanti ai nostri occhi l’esistenza sfaccettata e indefinita, quella che spaventa sempre piu’ la popolazione maschile in questo millennio
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Recensione Stefania Staffieri 2023
Carlotta Baldazzi fonde acrilico, tempera ad olio e inchiostro su tela, con una passione per la pittura digitale radicata fin dall’infanzia. Con un approccio contemporaneo, intriso di simbolismo e surrealismo, le sue opere sfidano i confini tra magia e realtà. Le emozioni che trapelano dai suoi lavori parlano di un’esplorazione intrepida della libertà.
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Recensione L’espressione visionaria del linguaggio visivo. 2025
L’ espressione visionaria del linguaggio visivo.
“Creativo , cromatico, estemporaneo, fantasioso e terapeutico…
…il lavoro dell’ Artista..che,.in totale silenzio, esprime un viaggio itinerante ai confini della sfera della intellegibilità..conducendo il Fruitore ad una intensa meditazione verso l’ inconscio,il subconscio e la realtà reale…con ” source” istintiva, ipersensibilità,, creando pathos, corto circuito, magnetismo.
…Immagini incisive, suggestive, sospese, a volte forti, spesso leggere, o pretestuali…respirano riflessione , autoironia, autocontrollo conquistato nel tempo, espressione di un lungo e faticoso percorso.. un viaggio impervio..itinerante.. avvolto nel buio di un tunnel senza fine..e poi d’ incanto il traguardo finale la Luce..!
condizione di Grazia..che permette ,nel distacco.. una riflessione accorata.. un delicato e composto sorriso compiaciuto..
… Acquisizione dello scopo..
…..”serenità risolutiva.”
Perché…
L’ Arte è cosa mentale!
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Recenzione Manuela Antonucci 2024

Ci imbattiamo in una infinita’ di immagini, dettagli, simboli e colori, con le opere di Carlotta Baldazzi: visioni intense strutturate, composte – non sappiamo quanto vissute, o addirittura subite, forse rifiutate (Erotica) dentro scenari opprimenti ed espliciti, in cui spesso ricorre l’elemento del sangue, del dolore, del male.Una interiorita’ scalfita, sottomessa nelle composizioni e nelle espressioni dei soggetti ritratti, come nella consapevolezza dell’assenza di una gratificazione.
Visioni certamente vissute e poi trasposte nei lavori intensi e scomodi di Carlotta Baldazzi
Un insieme vorticoso di energie ci avvolge e disorienta nella serie Magica, mista di materia e di spirito: ci scaraventa nel buio piu’ sconosciuto in cui non troviamo alcuna traccia di sopravvivenza (i volti negati, nascosti, coperti, suggeriscono il mancato riconoscimento del se’ e della propria identita’); allo stesso tempo rimaniamo ipnotizzati dentro “Ombre” misteriose e dal fascino occulto, ma che riescono ad attrarci: atmosfere davanti alle quali restiamo immobili pur se sedotti dalle sfumature l’intensita’ dei
pochi colori – petrolio e verde acqua accostati al rosso acceso, immortale); l’inafferrabilita’ delle figure, le forme indefinite, eteree e allo stesso tempo grevi e pesanti. L’opera sembra muoversi, come un vento impetuoso che ci trascina in una dimensione che non capiamo, troppo personale e segreta, in grado di restituirci, forse, il conforto di un accenno alla speranza.
Cosi’ la materia inizia a perdere potere, destrutturando la paura e il senso di vuoto, i tasselle recuperano i propri margini e contorni; piano piano si ricompongono tutti i pezzi, fino all’inizio di una Rinascita, che irrompe con vigore e forza, nella quale l’opera non sembra piu’ imprigionata dentro la paura del vuoto e dell’ignoto. C’e’ una nuova vita che si impone forte dopo il recupero del sangue e delle ossa, della pelle e della identita’. profili di donne che scoprono risorse mai esplorate, strumenti di difesa e crescita:
elmi e caschi per combattere la guerra; mani che impongono la giusta distanza, sorellanza che diventa coraggio, conoscenza che si trasforma in forza; intuizione che diventa strategia. Scoperte che si muovono in armonia con il se’ e con l’universo e che in quella danza interiore e di correlazione con la Natura intera, diventano la grande ricchezza – realizzata nella pienezza stilistica, tra intarsi, ricami, merletti, pizzi, ori; simboli e colori – insieme a nuova consapevolezza e gratitudine. Lavori che attestano come so possa sopravvivere alla materia grazie alla evoluzione interiore e la ricerca della verita’ della propria persona.
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Recensione Angelo Moretti
Come quella di F. Bacon e di De Kooning,
l’arte di Carlotta Baldazzi, lungi da
proseguire o riallacciarsi all’istanza
figurativa e’ al contrario l’esito di
una de-figurazione dell’immagine, in
particolare di quella umana.
Anzi, volendo andare piu’ a fondo, direi
che Carlotta Baldazzi sfigura volti e corpi, reimpastandoli, contaminandoli, macerandoli, imbrattandoli, sezionandoli
e cosi via.
Cosi’ facendo produce una sorta di Come’die Humaine rovesciata in grottesca tragedia.
Giornata Internazionale della Donna 2024

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Intervista Ilaria Pisciottani 2025
Chi è la straordinaria Carlotta Baldazzi?
12th Sep 2025

Nell’Universo dell’Arte ho fatto un Viaggio Straordinario con Carlotta Baldazzi.
Dall’intervista che ho avuto il piacere di fare all’artista Carlotta Baldazzi è nato un dialogo che mi ha permesso di esplorare anche un po’ i meandri del mondo dell’arte contemporanea. L’Inizio del nostro Viaggio Artistico inizia appunto con la prima e semplice domanda: “Chi è Carlotta Baldazzi?
La sua presenza e natura si percepisce forte e chiara attraverso le sue opere oggi esposte in collezioni private, gallerie e collezioni permanenti.
Carlotta possiede un talento artistico distintivo e uno stile unico che spazia tra fotografia e pittura digitale, in continua evoluzione. E’ con estremo piacere che vorrei però mostrarvi anche il lato più umano e intimo di Carlotta Baldazzi, di quando lei ride di cuore, per cosa si emoziona, l’ispirazione che nasce dai ricordi del suo passato di bambina serena ed amata. L’intervista è infatti iniziata con una forte risata di Carlotta di fronte alla mia domanda:” come fai ad essere Carlotta Baldazzi in un’epoca come la nostra? Ad essere così straordinariamente Carlotta Baldazzi?
Era veramente tanto stupita e divertita di questa mia domanda, abbiamo riso insieme e poi è arrivata la sua risposta che è stata tanto sorprendente quanto illuminante:
«Mi piace essere unica e superiore e poi ti svelo anche un segreto, tutto il mio lavoro artistico nasce da un senso di vendetta e di rivalsa!» Un tono deciso il suo, amaro, ma anche dolce, di donna che sa, che comprende la vita e i suoi sentimenti contrastanti! Quando le ho chiesto come riesca a mantenere la sua unicità in un mondo così saturo di arte e artisti tutti uguali , Carlotta ha spiegato:
«Credo che l’unicità nasca dal profondo bisogno di esprimere qualcosa di personale e autentico e dall’amore per la natura. Non cerco di seguire le tendenze, amo andare controcorrente , ascoltare la mia voce interiore e riuscire a stupire in un pianeta ormai così banale.»
La natura, con la sua bellezza e complessità, è una fonte inesauribile di ispirazione per Carlotta, che trova in essa la quiete e la sfida necessarie per creare, una donna che non ama ne le maschere ne i filtri che impone la società. Carlotta ha condiviso un aneddoto della sua infanzia, che ha giocato un ruolo fondamentale nel suo sviluppo artistico:
«Sono cresciuta in una casa in cui l’arte regnava sovrana. Non ho avuto un’infanzia fatta di favole, ma una in cui mia madre mi leggeva delle grandi opere d’arte.»
Nel suo Dna scorre amore e passione per l’arte, ama tutta l’arte antica e quella fino agli anni 70, ha preso insegnamenti un pò da tutti i periodi ma soprattutto dal Barocco. Questo suo amore per l’arte è l’eredità dei suoi genitori artisti, due persone fuori dagli schemi.
Carlotta ricorda infatti con nostalgia i tempi delle bellissime mostre d’arte a cui la portava suo padre da piccola e mi ha confidato con dispiacere che ora la maggior parte delle mostre che va a vedere la annoiano. E’ da questa noia che nasce la sua determinazione di creare opere che stupiscano, che facciano riflettere.
E’ chiaro ora come l’infanzia Immersa nell’Arte e nella natura abbia plasmato la sua visione e il suo approccio creativo. Dice Carlotta parlando dei suoi lavori:” Nelle mie opere ci sono tutte le mie emozioni, dalle più cruenti alle più angeliche , un pizzico di follia, la libertà di esprimermi , lo studio, la conoscenza della storia dell’arte, l’ironia e soprattutto l’estetica.” Ma tutto questo lo si percepisce fin da subito osservando semplicemente le opere di questa artista! Carlotta Baldazzi, come altri grandi artisti fugge dal “casino o casino’ artistico” , non ama le adulazioni e non permette a nessuno di giudicarla, E’ un’ anima mossa da un fuoco divino, da un senso di vendetta o di rivalsa, dall’amore e dal grande rispetto per la storia dell’arte e dal grado di connessione profonda con la natura.
La vendetta, intesa come una forza propulsiva, può certamente spingere gli artisti a sfidare lo status quo, mentre l’amore per la storia dell’arte offre senz’altro una solida base da cui trarre ispirazione. La natura, con la sua bellezza intrinseca, funge da musa eterna, influenzando profondamente l’estetica e la sensibilità artistica. Distinguersi: Essere Forti e Rimanere Fedeli a Se Stessi, questo è il must del vero artista, che deve andare avanti a testa bassa come fanno i cani quando sentono l’odore di qualcosa che li interessa e niente riesce a distoglierli dal cercare. Parlando del suo percorso artistico, Carlotta ha sottolineato l’importanza dell’evoluzione continua:
«L’arte è un viaggio, non una destinazione. Ogni opera è una tappa di questo viaggio, un’esplorazione di nuove tecniche e idee.» Le ho chiesto per mia curiosità quali fossero tra tutte le opere realizzate le sue preferite e lei, pur premettendomi che le ama tutte ne ha scelte tre : “Rinascita” della quale dice: ” Rinascita rimane nel mio cuore, la feci nel 2020 in quel momento particolare della storia che ricordiamo tutti, ero desolata per le tante persone decedute, tra cui amici cari. Vivendo in un paesino sul lago di Iseo così pieno di natura e di assoluto silenzio , potendo uscire e vedere gli animali, mi fece sentire in un profondo stato di estasi come se il pianeta fosse diventato il Paradiso che avevo sempre sognato in cui regnava la pace, il rispetto per la madre terra e la calma” “La dimenticanza del piacere” per l’erotismo e la dolcezza dell’immagine
E “Io sono” perchè per Carlotta rappresenta l’essere, tutto ciò che c’è! L’arte contemporanea è un campo complesso e dinamico e Carlotta ci ricorda che l’arte è una forma di rivalsa e unicità, un invito a essere superiori nella nostra autenticità. L’arte ha sempre svolto un ruolo cruciale nel riflettere e plasmare la cultura di un’epoca. Tuttavia, oggi sembra che l’arte stia perdendo il suo antico splendore, con meno artisti che emergono come figure uniche e di spicco. Gli artisti affrontano sfide per mantenere la loro autenticità in un ambiente dominato da mode e pressioni sociali. Per emergere, devono resistere alla standardizzazione delle opere e al cinismo della società moderna, caratterizzata da una anaffettività che riduce il valore dell’arte.
Oggi, la mancanza di pensiero critico e di educazione artistica contribuisce alla crisi dell’arte contemporanea, rendendo difficile il riconoscimento degli artisti.
Tuttavia, l’arte ha ancora il potenziale di ispirare e riflettere valori condivisi, a patto che la società recuperi autenticità e impegno critico. L’intervista con Carlotta Baldazzi ha offerto uno sguardo affascinante nel mondo di un’artista che è riuscita a rompere le barriere dell’ovvio e a distinguersi per il suo stile unico e inconfondibile e che continuerà ad evolversi e a ispirare le persone.
Articolo di Ilaria Pisciottani

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L’Arte è cosa mentale! – Giuseppe Cicozzetti
Osservando il lavoro di Carlotta Baldazzi (Ugly Aunt), “Vissuti Preziosi”, siamo quasi obbligati a cedere di trovarci a guardare delle opere pittoriche. Lo è lo stile, lo sono i rimandi dell’arte che ha attraversato l’intero Novecento, lo è la passione citazionista. Invece siamo di fronte a delle fotografie elaborate digitalmente.
Subito allora alcune domande. Può la fotografia introiettare linguaggi diversi? E farlo garantirebbe la sua esistenza? A distanza di un secolo e mezzo la fotografia può ancora rincorrere la pittura? Non lo sappiamo, ma a noi piacciono le fotografie che più che servire risposte forniscono dubbi, domande.
È in questo senso “Vissuti Preziosi” va osservato e valutato, alla filigrana cioè delle commistioni di linguaggi, nelle intersezioni di stili. La fotografia, direi quasi per natura, ha una particolare vocazione per gli “incidenti”, per il caso, persino per gli errori, ma non getta via nulla anzi, accoglie.
Un’esperienza – siamo in tutt’altro campo – simile alla fotografia è il jazz. Anche lì, poiché non c’è nulla di immutabile, l’improvvisazione e l’estro del musicista è fondamentale per aggiungere nuova linfa vitale alla musica.
La fotografia non è un totem né rappresenta un altare cui doversi inchinare ma il frutto di ogni esperienza, di ogni vocazione, di un personale modo di guardare le cose del mondo. Così Carlotta Baldazzi, partendo inizialmente da una fotografia, o un frammento di fotografia, elabora altrove e con i mezzi digitali che le accorrono in aiuto, quanto intende esprimere.
“Vissuti Preziosi” è un progetto coraggioso, forse farà storcere il naso ai duri e puri della “sacra apparizione”, le vestali del “momento bressoniano” forse si strapperanno le vesti, ma non potranno disconoscere il coraggio che lo innerva; e chi è attento alle novità ne apprezzerà invece l’arditezza delle citazioni artistiche.
Ma non finisce qui: chi è ancora più attento coglierà nelle immagini, dalle più visionarie alle optical della pop art, il filo rosso di una denuncia sulle condizioni della donna e l’eterno dibattere delle questioni di genere. Può allora la fotografia digitale riappropriarsi del ruolo documentale e ridiventare funzione? Certamente. E ancora meglio se appaga gli occhi.
Giuseppe Cicozzetti
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