Enzo Gabriele Leanza

Enzo Gabriele Leanza (Catania 1975)
Enzo Gabriele Leanza (Catania 1975)

Bio

Laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Catania con una tesi in Estetica su David LaChapelle e la fotografia di moda. Ha successivamente conseguito un dottorato di ricerca in Editing, lavorando sul rapporto testo/immagine nella comunicazione pubblicitario di inizio Novecento.

Ha insegnato Storia e Tecniche della Fotografia e Storia della Fotografia di Moda presso l’Università di Catania e ha diretto numerosi laboratori didattici presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dello stesso Ateneo. Attualmente è docente di Fotografia e Storia dell’Arte nelle scuole secondarie di secondo grado.

Da venticinque anni è Docente FIAF e ha tenuto decine di corsi di base e avanzati, ha diretto numerosi workshop e ha presentato le sue ricerche in conferenze e convegni in tutta Italia.

È stato Direttore Artistico dell’Etna Photo Meeting e inventore del Premio Gianni Pistarà e dei premi alla cultura fotografica Le Gru e Luce Iblea.

Ha collaborato con le riviste Foto.it e Riflessioni e negli anni ha scritto numerosi testi di critica fotografica e di storia della fotografia.

Ha curato mostre fotografiche di grandi autori della fotografia italiana e internazionale e di giovani promesse. Incontri fondamentali per la sua formazione sono stati quelli con il critico Pippo Pappalardo, con le storiche della fotografia Nicoletta Leonardi e Roberta Valtorta e con i fotografi Olivo Barbieri, Cesare Colombo, Vittore Fossati, Nino Migliori e Gianni Pistarà.

Dal 2008 al 2014 ha fatto parte del Consiglio Nazionale FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche). Dal 2021 è membro attivo del Consiglio Direttivo della SISF (Società Italiana per lo Studio della Fotografia). 

Nel 2014 ha fondato l’Associazione The Dead Artists Society con l’intento di promuovere iniziative culturali ed editoriali nell’ambito della fotografia e dell’arte contemporanea.

Nel 2018 ha dato vita a Spectrum Bookzine di Cultura Fotografica (un libro-rivista di oltre 300 pagine dedicato al mondo della fotografia italiana e suddiviso in numerose rubriche) ed a Spectrum Web (un sito – www.das-spectrum.org – sempre aggiornato sulle novità della fotografia in Italia) e dal 2023 anche a Gli Album di Spectrum (una collana di libretti dedicati a singoli progetti fotografici).

Nel 2026 ho ricevuto dalla FIAF l’Onorificenza di “Seminatore FIAF” per le mie attività didattiche e di diffusione della cultura fotografica.


Vittorio Graziano: 50 Anni di Fotografia (1974 – 1924)

Una retrospettiva di cinquant’anni di attività fotografica è un’impresa ardua sia per chi deve selezionare le proprie immagini, attingendo a un archivio sconfinato, sia per chi, come me in questo caso, deve scriverci sopra una seppur breve riflessione.
Se poi il “cinquantenne fotografico” è un autore poliedrico e iperattivo come Vittorio Graziano l’impresa si fa ancora più ardua. La fatica che si pone innanzi viene comunque alleviata dall’amicizia che personalmente mi lega a questo ingegnere catanese un po’ globetrotter, un po’ mecenate, un po’ direttore artistico, un po’ collezionista ed a volte anche un po’ fotografo.
Tutti questi po’ compongono la personalità multi-sfaccettata di Vittorio, che nella Sicilia fotografica, soprattutto in ambito amatoriale, ha esercitato per decenni un ruolo di leadership indiscussa, quando, da socio del Cine Foto Club Etna, guidava la truppa dei concorsari isolani, mietendo successi in ogni dove, tanto da essere presente, primo tra i siciliani, nella Top 100 nazionale degli autori con il maggior numero di riconoscimenti.
Nessuno di questi successi è stato però regalato al buon Vittorio, che col rigore che avrà sicuramente utilizzato nella sua professione si è applicato anche in fotografia. Colorista per eccellenza, allievo spudoratamente dichiarato di Franco Fontana,
ha fatto della composizione il suo marchio di fabbrica, non facendo mancare al necessario rigore anche una spiccata ironia, oltre che una profonda sensibilità umana. Street photographer ante-litteram Vittorio ha posto il suo sguardo su vari soggetti:
dai paesaggi di Sicilia alle architetture delle isole minori, passando per la cartellonistica stradale, lo sport e il teatro, senza dimenticare il ritratto e il nudo, generi questi ultimi cui ha dedicato molta attenzione soprattutto nelle sue ricerche più recenti.
Non posso quindi che sentirmi onorato dalla richiesta di Vittorio di scrivere un breve pensiero sul suo lavoro – tanto onorato quanto invidioso della sua conoscenza personale con il maestro Luigi Ghirri – e, nel ricordarne le imprese fotografiche, che tutti qui possiamo ammirare in mostra, vorrei anche sottolinearne l’impegno nella promozione della fotografia in senso generale, impegno incarnato da tante edizioni del Med Photo Fest, manifestazione tra le più importanti nel mezzogiorno d’Italia che lui ha ideato, condotto e realizzato spesso da solo e altrettanto spesso con l’aiuto di tanti amici, come me, che nel corso del tempo ne hanno apprezzato l’impegno e la signorilità.



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