Museo dell’Immaginario Verghiano – Vizzini

Ha sede nel Palazzo Trao-Ventimiglia

Palazzo Trao Ventimiglia - Entrata - Museo dell’Immaginario Verghiano Vizzini
Palazzo Trao Ventimiglia – Entrata – Museo dell’Immaginario Verghiano Vizzini

La Casa della Memoria e delle Arti è un luogo assolutamente da visitare, un luogo della memoria che coniuga eccezionalmente identità letteraria e realtà storica, a tratti confondendole. Palazzo Trao-Ventimiglia ha uno stile settecentesco, è il palazzo del “romanzo” verghiano d’eccellenza: il Mastro Don Gesualdo. Nella realtà fu dei Ventimiglia di Monforte, una famiglia arrivata a Vizzini nel ‘700 e che divenne subito molto potente nelle dinamiche socio-politiche della città. Verghiano. Qui lo scrittore Giovanni Verga ha ambientato il suo romanzo “Mastro Don Gesualdo”, ispirato proprio alla famiglia Ventimiglia. Attualmente esso ospita al piano terra il “Museo Etnoantropologico” e al primo piano il “Museo dell’Immaginario verghiano”, dedicato allo scrittore verista e alle sue opere.

Giovanni Verga
Giovanni Verga

Il Museo dell’Immaginario verghiano offre un viaggio culturale tra letteratura, musica, teatro, fotografia e storia legati a Giovanni Verga e all’ambiente siciliano che lo ha ispirato, con approfondimenti su personaggi, opere e interpreti fondamentali legati al suo universo artistico e sociale. Il museo è organizzato in varie stanze tematiche:

  • Una stanza dedicata a Pietro Mascagni e alla sua opera “Cavalleria Rusticana”, derivata da una novella di Verga e messa in scena con grande successo, sia teatrale che musicale.
  • La stanza delle donne, che approfondisce il rapporto di Verga con il mondo femminile e le arti figurative, con illustrazioni di Ferraguti e arredamento d’epoca.
  • Stanze dedicate a Verga fotografo, con presentazione delle sue fotografie che ritraggono la vita quotidiana e le persone della Sicilia di allora, e cimeli storici legati allo scrittore.
  • Stanza dedicata ad Alfredo Mazzone, sindaco e studioso del mondo verghiano, che ha portato in scena le opere di Verga a Vizzini, trasformandola in “città teatro”.
  • Spazi dedicati a film e rappresentazioni cinematografiche di opere di Verga, come “Mastro Don Gesualdo” e “La Lupa”.
  • Stanza dedicata al Dottor Gesualdo Costa, medico e deputato di Vizzini, illustrandone vita, carriera e contributi alla medicina e alla comunità locale.
Parete dedicata alla rappresenazione teatrale della Cavalleria Rusticana
Parete dedicata alla rappresenazione teatrale della Cavalleria Rusticana

Il Museo Etnoantropologico è diviso in sezioni dalle quali possiamo apprendere e apprezzare la vita delle epoche passate, i lavori che venivano svolti e sui quali si basava principalmente l’economia. Il tour prevede gli attrezzi del lavoro nei campi, spaziando dalle falci ai meccanismi della macina del grano, data la presenza di una “Valle dei Mulini”. Una sezione è dedicata alla ricotta (tipico formaggio fresco vizzinese), agli attrezzi che servono per prepararla e servirla (“quarara”, cavagne). Altri mestieri che partecipavano allo sviluppo economico erano: il fabbro, il calzolaio, il panettiere, il conciatore (l’attività della concia delle pelli era molto fiorente fino al secondo dopoguerra). È possibile ammirare durante il percorso diversi oggetti della vita quotidiana: il “canonizzo”, la “conca”. Nei pannelli collocati sulle pareti delle varie stanze è possibile ammirare le fotografie scattate da Vincenzo Ignazio Lentini, un fotografo vizzinese che immortalò il mondo contadino dei primi decenni del 900. Una delle fotografie vinse un premio partecipando ad una mostra fotografica a Milano.

Foto e Testi sul Museo dell’Immaginario Verghiano, Casa della Memoria e delle Arti, Museo Etnoantropologico sono stati gentilente forniti dal “Museo dell’Immaginario Verghiano”


Palazzo Trao-Ventimiglia

Ammiriamo l’entrata di Palazzo Trao-Ventimiglia. È uno splendido palazzo settecentesco appartenuto alla famiglia Ventimiglia, che lo ha costruito. Essa ha origini in Liguria, ma la sua presenza in Sicilia è databile dal 1242, quando, a seguito di una guerra con la Repubblica di Genova, a spinto un ramo della famiglia (Nell specifico Guglielmo Conte di Ventimiglia) a trasferirsi in Sicilia. A partire sal XIV sec. La situazione politica Siciliana a consentito ai Ventimiglia di espandere il loro potere su vasta parte della Sicilia (Trapani, Belice, Buscemi, Mineo Caltanissetta e Vizzini) e di assumerne il ruolo di protagonista.
Nel XVII sec. Si contavano ben 16 rami della famiglia, tra cui i Ventimiglia di Vizzini. A partire dalla II Guerra Mondiale si dedicarono ad attività imprenditoriali nel settore agro alimentare, l’ex feudo 22
Camemi, di loro Proprietà, fu convertito dalla semina e pascolo a vastissimo frutteto, diventando così un’azienda nota a livello nazionale accrescendo il lavoro in paese.
Il palazzo Ventimiglia è posto all’interno della cinta muraria dell’antica città vizzinese a pochi passi dal Castello e dalla chiesa di Sant’Agata, la sua fondazione può essere fatta risalire al XVI sec. e fu riedificata in parte dopo i terremoti del 1542 e 1693.
Esso fa da scenografia ad alcuni passi del “Mastro Don Gesualdo”, II° romanzo del “Ciclo dei Vinti” scritto da Giovanni Verga. Nel romanzo il palazzo è di proprietà dei Trao, famiglia di nobili decaduti.
Mastro Don Gesualdo, uomo arricchitosi con il duro lavoro ma senza titolo nobiliare, sposa Bianca Trao, pur non amandosi sono costretti ad un matrimonio per ragioni economiche.
Mastro Don Gesualdo morirà solo e abbandonato da tutti a Palermo.
Oggi le stanze del palazzo sono state adibite a museo:

  • Al piano terra abbiamo il Museo Etnoantropologico;
  • Al primo piano abbiamo il Museo dell’Immaginario verghiano.
Giovanni Verga
Giovanni Verga

Testi del Palazzo Trao – Ventimiglia sono tratti da:

ITINERARIO TURISTICO DI VIZZINI PERCORSO COMPLETO PRO LOCOVIZZINI FONDATA IL 19 LUGLIO 1977



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